PREMIO TETRAKTIS

2004

progetto architettonico

Nel 2004 L’Istituto Tetraktis di Teramo in accordo con il Comune di Francavilla al Mare (CH), e con la partecipazione della Regione Abruzzo, bandisce la XVIII edizione del Premio “Tetraktis Architettura”- 2004.

Oggetto del concorso nazionale era il progetto di un nuovo plesso scolastico in cui si volevano collocare una scuola secondaria di primo grado (scuola media) per 250 alunni ed una scuola secondaria di secondo grado (scuola professionale) per 250 alunni.
Nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale l’intervento doveva coniugare la nascita del nuovo plesso scolastico, con la valorizzazione di un sito caratterizzato da forti segni naturali (la valle, i gradoni), e dal risultato della discreta azione dell’uomo dedito all’agricoltura.
La cittadina di Francavilla al Mare è sita in Abruzzo, in provincia di Chieti, sul litorale adriatico.
Essa è costituita dal centro storico posto sul ripido pendio della collina e dal moderno tessuto urbanistico addensato nella strettissima fascia litoranea.
L’area individuata per la realizzazione del plesso scolastico, in località Santa Maria della Croce, è ubicata tra il crinale della collina, parallela alla costa, prospiciente il mare e la sottostante valle.
Il sito prescelto dista, in linea d’aria, circa 800 m dalla costa, 600 m dal centro storico e si trova ad una quota media di circa 80 m slm. Essa è facilmente raggiungibile mediante un’ampia e panoramica strada comunale che, proveniente dall’importante bivio di Santa Maria della Croce, segue il crinale della collina.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’Arch. Gaetano Piazza, nasce dall’idea dell’Architettura intesa come “segno”, come “continuità”, come “ordine”.
Segno inteso come negazione della cultura dell’effimero, continuità intesa come legame tra l’architettura del passato ed architettura contemporanea, “ordine come forza che genera energia”.
L’architettura deve valicare i confini imposti dal tempo e dallo spazio, il contesto è l’elemento fondamentale con cui ogni costruzione deve rapportarsi e con il quale deve dialogare.
Il progetto si genera da due griglie di inquadramento: la prima travalica i confini del lotto per riallacciarsi al tessuto urbano riprendendone l’ordine e l’orientamento, la seconda si adegua sull’asse nord-sud prendendo in considerazione gli aspetti legati alla progettazione di un edificio bioclimatico (irraggiamento solare, ventilazione naturale, illuminazione naturale, sistemi solari passivi).
L’intersezione delle due griglie genera delle “relazioni geometriche” tra volumi da cui nasce l’idea progettuale: due volumi separati e distinti per dimensione e forma, posizionati nella quota alta del lotto e connessi da una gradinata panoramica, che congiunge la piazza tra i due edifici scolastici e gli spazi attrezzati nel fondo valle.
La localizzazione degli edifici nel lotto mostra una forte dose di pragmatismo, gli elementi si dispongono in modo diretto, costruendo gli spazi di cui si ha bisogno, senza interpretazioni personali ma con estrema libertà, si smembra il programma e si dà forma a ciascuno degli elementi che lo compongono, stabilendo una connessione tra loro: il plesso scolastico è il risultato delle forze che si applicano ad esso.
Si accede agli edifici scolastici dalla nuova piazza adiacente alla ampia e panoramica strada comunale esistente (proveniente dal bivio di Santa Maria della Croce e che segue il crinale della collina) e dai parcheggi differenziati per le scuole e per le attività socio-culturali.
Dai rispettivi atri panoramici a doppia altezza, continuazione interna della spazialità e luminosità del paesaggio collinare affacciato sul mare, lo spazio di percorrenza si espande su due livelli negli uffici, nei servizi, nelle zone di incontro immediatamente a ridosso delle aule didattiche a doppia esposizione interna da nord (attraverso l’atrio) ed esterna da sud verso la valle e il mare.
I percorsi interni e gli spazi di sosta sono caratterizzati diversamente nei due istituti: tangenziali alle aule e ai servizi nella scuola media, centrali e anulari nell’Istituto Professionale e assumono luminosità diverse tra loro nelle stesse ore del giorno in modo complementare ai diversi orientamenti delle aule.
Per le aule destinate alla didattica è stata preferita l’esposizione a sud, sud-est garantendo elevati livelli di illuminamento naturale e di irraggiamento solare diretto nel periodo invernale (sfruttamento dell’inerzia termica della massa muraria e riduzione dei sistemi di riscaldamento attivi).
La posizione centrale della palestra ipogea (illuminata dall’alto da lucernai disposti nella pavimentazione della piazza pubblica) e dell’auditorio costituiscono attrezzature comuni utilizzabili sia dagli studenti che dall’intera Comunità, ed accessibili attraverso scale interne progettate nel rispetto della normativa di sicurezza.
La gradinata centrale, segno caratterizzante del progetto, oltre a costituire un elemento di connessione distributiva e simbolica tra i due edifici scolastici (copertura della palestra e della sala riunioni ipogee), funge da raccordo tra la quota della piazza e la quota del verde attrezzato e degli spazi pubblici.
Sia la piazza che la gradinata sono stati pensati come spazi aperti, accessibili alla Comunità, finalizzati alla socializzazione e all’incontro, fruibili per manifestazioni e spettacoli all’aperto (convegni, rappresentazioni teatrali, concerti).
Percorrendo la gradinata si giunge dalla piazza, attraverso un percorso panoramico che si adegua alla pendenza del terreno permettendo una vista sul mare, alla quota del verde attrezzato e degli impianti sportivi.

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