EDIFICIO RESIDENZIALE UNIFAMILIARE

periodo di progettazione | gennaio-luglio 2007
periodo di realizzazione | novembre 2007-settembre 2010

Civitella Messer Raimondo (CH)

Aldo D’Alessandro

progetto architettonico

Arch. Carlo Rotunno

opere edili ed impiantistiche |  D.S. Project s.a.s.
infissi interni ed esterni, scala di collegamento e armadi a muro | Quirino Iezzi

La casa del nonno paterno è situata in un piccolo paese in provincia di Chieti, Civitella Messer Raimondo, su un colle tra la Maielletta e il fiume Verde, affluente dell’Aventino.
L’edificio è stato realizzato da lui stesso nel 1930, in muratura portante in blocchi di pietra locale e solai con travi in ferro a doppio “T” con interposti laterizio in foglio e sovrastante rinfianco, con i materiali e le tecnologie dell’epoca ma con grande perizia, tanto che l’edificio uscì indenne dal forte terremoto del 1933 che rase al suolo l’intero paese.
Costruito a ridosso della strada provinciale, lungo un ripido pendio affacciato a sud verso un bellissimo panorama collinare, versava da tempo in condizioni di fortissimo degrado perché ormai disabitato da decenni.
L’intervento di recupero prevedeva anzitutto il consolidamento delle strutture, lesionate in più punti anche a causa dei movimenti del pendio, e poi una nuova distribuzione interna con piccole modifiche delle bucature e dei prospetti.
Dapprima è stata realizzata una nuova struttura di fondazione indiretta con micropali tubifix , cucita alle fondazioni esistenti tramite una trave in c.a. di collegamento della testa dei micropali.
I solai esistenti, di cui si è mantenuto, per motivi affettivi, solo quanto ancora in buono stato di conservazione, sono stati consolidati e irrigiditi mediante la realizzazione di una nuova soletta armata collaborante in cls e connettori per solai misti acciaio-cls fissati alle vecchie travi e la realizzazione di un cordolo perimetrale di collegamento nella muratura esistente con ancoraggi in ferri piegati e a coda di rondine.
Inoltre le murature portanti in pietra sono state consolidate con iniezioni in malta cementizia.
La caduta di vaste porzioni di intonaco esterno aveva messo a nudo una muratura in pietra locale e piccoli inserti in mattoni di buona qualità e fattura che si è deciso di portare alla luce e valorizzare sia all’interno che all’esterno dell’edificio, sostituendo solo quelle piccole porzioni in cui, per la povertà dei mezzi dell’epoca, erano stati inseriti componenti estranei o inadatti
come elementi laterizi forati.
Così i paramenti murari con la pietra a vista, a cui è stata restituita una nuova vita con la scarnitura e stilatura dei giunti, valorizzano le specificità del luogo richiamando le abitazioni tradizionali del piccolo nucleo storico che, sovrastate dalla nuda roccia della montagna, sembrano appartenere più al paesaggio che all’ambiente costruito.
La semplicità, fine e conquista, se mai raggiunta, della mia personale ricerca, è qui il punto di partenza e peculiarità del corpo di fabbrica originario, al quale ho voluto aggiungere solo piccoli elementi a sbalzo, come i due piccoli balconcini al primo piano, per accrescere il godimento del panorama sottostante.
Prendendo le mosse dalla cultura materiale radicata nel luogo, non ho voluto però rinunciare ad esprimere un significato contemporaneo dell’abitare, in cui i muri di sasso e le nuove strutture in pietra artificiale, il cls, sono i protagonisti del rinnovato dialogo con la natura circostante.

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